Wednesday, February 12, 2014

Export Calzature italiane nel mondo: un fenomeno senza precedenti

Dalla Russia ai nuovi mercati, passando per quelli emersi e oramai maturi, le calzature italiane nel mondo sono riuscite a conquistare una crescente platea di estimatori, andando in particolar modo a puntare su due target distinti: il segmento di maggior pregio, rivolto alle capacità di acquisto maggiormente elevate, e quello di maggiore focalizzazione sul rapporto tra qualità e prezzo, rivolto invece ai nuovi consumatori che sono più attenti a cercare di adattare la moda italiana alle proprie abitudini quotidiane di consueto stile e utilizzo.

Occasione fondamentale per cercare di fare il punto sull’evoluzione export calzaturiera italiana, nei mercati a maggior tasso crescita è stata la crescente Consumexpo di Mosca, laddove alcune delle principali aziende italiane hanno potuto esporre le proprie collezioni primavera / estate 2014, dinanzi a un folto pubblico che alimenterà ulteriormente le aspettative di crescita del business oltre confine. I numeri sul commercio estero delle calzature italiane in Russia è d’altronde molto evidente: nei primi nove mesi del 2013 le vendite sono ammontate a oltre 6,8 milioni di paia, in crescita del 12,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per un controvalore di 538 milioni di euro. La Russia è dunque oggi il quarto mercato più importante per le imprese calzaturiere italiane in termini di valore, e si appresta a insidiare i primi tre posti di questa speciale classifica.

Al di là della destinazione russa, utile per introdurre il nostro odierno tema, vediamo dunque quali sono le regioni maggiormente attive nel comparto calzaturiero, e quali sono le principali peculiarità dell’industria tricolore, in grado di esportare positivamente il brand del made in Italy in tutto il mondo. Per quanto attiene il primo aspetto, le regioni con la maggiore tradizione calzaturiera sono soprattutto quelle del Centro e del Nord. Particolarmente premianti sono infatti gli sforzi compiuti dalle Marche, dalla Lombardia, dalla Toscana, dal Veneto e, naturalmente, dai poli presenti in Emilia Romagna. In questa mappa proposta dalla AssoCalzaturifici, e relativa al 2012 (siamo ancora in attesa dei dati definitivi 2013), si può avere una panoramica più appetibile dello stato di salute del comparto.

Stabilito quanto sopra, occorre ben ricordare come l’Italia sia il primo produttore di calzature di tutta l’Unione Europea, il decimo produttore nel mondo e il quarto Paese esportatore a livello globale (ma il secondo in termini di controvalore). Famosa per la fascia più elevata e di pregio della propria produzione, l’industria calzaturiera italiana è certamente uno dei fiori all’occhiello di tutto il Sistema Moda tricolore, occupando quasi 80 mila addetti in oltre 5 mila imprese. Ma perché le scarpe italiane sono così apprezzate in tutto il mondo? Stando all’opinione prevalente, il successo del settore è legato prevalentemente alla iniziativa imprenditoriale molto dinamica, e alla struttura a “filiera” che consente un adeguato sfruttamento delle sinergie, generando un valore aggiunto artigianale nell’organizzazione più industriale, forte di una tradizionalità nel lavoro che è certamente uno dei pregi più elevati del tessuto socio imprenditoriale nazionale.

Per quanto infine concerne gli appuntamenti più attesi per l’industria calzaturiera italiana nel mondo, non vi è che l’imbarazzo della scelta: fino a metà aprile sono infatti in programma eventi di grande rilievo a Tokyo, Seul, ancora Mosca, Monaco, Cina, Almay e Kiev.